Tale tecnica chirurgica prevede l’impianto di una lentina all’interno della camera anteriore dell’occhio; la lente utilizzata per questo scopo (Artisan) è costituita da materiale inerte e biocompatibile (copolimeri del collagene ad alta idrofilia), ed è estremamente elastica e maneggevole, con garanzia di lunga durata.
Essa viene impiantata posteriormente all’iride, a contatto con il cristallino che non deve essere asportato. Scopo dell’intervento è quello di ottenere un visus simile a quello ottenibile mediante lenti a contatto senza l’uso di ulteriori correzioni, anche se a volte è possibile che il paziente necessiti di un occhiale leggero da usare in condizioni particolari, come durante la guida notturna.

Statisticamente si è osservato che nei pazienti operati si ottiene un visus uguale a quello preoperatorio nel 100 % dei casi e addirittura migliore nell’89% dei casi.

L’intervento viene eseguito in anestesia locale, e attraverso una piccola incisione praticata sul bulbo, viene introdotta la lente intraoculare; l’occhio viene bendato fino al giorno successivo, e il recupero visivo sarà molto rapido.

Per alcune settimane dopo l’intervento è necessario praticare una terapia locale mediante l’uso di colliri.

Le principali indicazioni a questo tipo di intervento sono rappresentate da:

  • Miopia elevata (oltre le 12 diottrie)
  • Basso visus con occhiali
  • Intolleranza alle lenti a contatto
  • Notevole differenza tra i due occhi (anisometropia)
  • Impossibilità di ottenere una correzione sufficiente con altri trattamenti, come Lasik o PRK

Poiché esistono controindicazioni a questo tipo di intervento, è necessaria una visita oculistica preoperatoria completa e l’esecuzione di esami strumentali accurati per stabilire l’idoneità al trattamento o meno.

 

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